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venerdì 11 febbraio 2011

Strumenti insoliti 1 - L'armonica a bicchieri.

Inizio oggi a parlare di strumenti musicali insoliti.

Chi non ha mai provato almeno una volta a far risuonare un bicchiere sfregando il polpastrello bagnato sul bordo con un movimento circolare? Tutti, credo, ma a me non è quasi mai riuscito di trarre una nota dai calici che mi sono capitati davanti.

Per fortuna Benjamin Franklin - proprio lui, uno del Padri fondatori degli Stati Uniti d'America e inventore, fra le altre cose, del parafulmine e delle lenti bifocali - ci riusciva benissimo, tant'è che oltre a dedicarsi alla politica e sviluppare scoperte importanti come quelle che ho appena nominato, Benjamin Franklin riuscì perfino a trovare il tempo di costruire l'armonica a bicchieri (link).

L'idea gli venne nel 1757, quando viveva in Inghilterra e durante un concerto vide un musicista suonare delle brevi melodie su una serie di bicchieri. A Franklin piacque il suono dei cristalli risonanti e, volendo rendere più agevole l'esecuzione di brani musicali, nel 1761 costruì l'armonica a bicchieri, su cui la disposizione delle note è abbastanza simile come principio a quella degli strumenti a tastiera (organo, cembalo o pianoforte).

Questo insolito strumento consiste in una serie di calotte di vetro di dimensioni decrescenti infilate su di un perno; le calotte che producono le alterazioni (diesis e bemolle) sono segnate esattamente come sulle tastiere, affinchè chi suona possa avere un riferimento. Questa sorta di spiedino musicale viene fatto girare da un motore elettrico o da un leveraggio a pedale simile a quello delle antiche macchine per cucire e il musicista suona sfiorando i bordi delle calotte con i polpastrelli inumiditi, traendone note eteree e cristalline.

L'armonica a bicchieri permette di suonare non solo melodie ma anche accordi e fra '700 e '800 diversi compositori scrissero musiche pensate appositamente per essere eseguite su questo strumento, che tuttavia non ebbe molto successo: le orchestre da camera, l'organo e il cembalo erano prevalenti nella musica barocca; inoltre c'erano già altri due strumenti idiofoni largamente usati, la celesta e il glockenspiel. Poi arrivò il pianoforte e per l'armonica a bicchieri ci fu l'immeritato ma inevitabile oblio, anche perchè l'inerzia di attacco e rilascio delle note la rendeva inadatta ai brani con note brevi o con i veloci passaggi virtuosistici tipici della musica di quel periodo.

Le cronache dell'epoca raccontano che la regina Marie-Antoinette, moglie di re Louis XVI di Francia, si dilettasse a suonare l'armonica a bicchieri e che il medico tedesco Franz Anton Mesmer usasse questi suoni insieme al magnetismo per curare le malattie secondo le teorie da lui elaborate e note come "mesmerismo".
Paradossalmente, per un Mesmer che curava i pazienti con i suoni dell'armonica a bicchieri c'erano moltissimi medici che credevano i suoi suoni acuti e penetranti capaci di indurre malattie mentali e perfino la pazzia; pare tuttavia che più dei suoni acuti potesse il piombo contenuto nel cristallo con cui erano fabbricate le calotte, che veniva assorbito dai suonatori attraverso la pelle e provocava una grave intossicazione con effetti anche neurologici, il saturnismo.

Attualmente c'è al mondo una sola fabbrica in grado di produrre calotte di cristallo perfettamente accordate per le armoniche a bicchieri, la Cal-Glass che si trova in Californa. In verità sono pochini anche i musicisti in grado di suonare questo particolarissimo e affascinante strumento; è un vero peccato, perchè il suo suono è davvero bello.



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