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lunedì 7 novembre 2011

"Oh cieca cupidigia e ira folle, che sì ci sproni ne la vita corta, e ne l'etterna poi sì mal c'immolle!"

«Canto XII, ove tratta del discendimento nel settimo cerchio d'inferno, e de le pene di quelli che fecero forza in persona de' tiranni, e qui tratta di Minotauro e del fiume del sangue, e come per uno centauro furono scorti e guidati sicuri oltre il fiume.»

Nel Primo Girone del Settimo Cerchio Dante colloca i violenti contro il prossimo. 
Il primo personaggio che incontrano è il Minotauro, che Dante curiosamente descrive come un toro con la testa umana e non com'è comunemente conosciuto, ovvero un umano con la testa di toro. Le sette coppie di giovani che pretendeva ogni anno per divorarle gli sono valse questa collocazione.

Ci vengono poi presentati tre Centauri e sarà uno di loro a trasportare Dante e Virgilio da una riva all'altra del fiume Flegetonte, nel quale non scorre acqua ma sangue bollente.
È questo il contrappasso riservato alle anime di coloro che in vita si macchiarono col sangue delle loro vittime: cuocere in eterno nel sangue bollente. Immersi nel Flegetonte troviamo, fra gli altri personaggi che non si fecero scrupolo alcuno a sterminare tanti innocenti, Dioniso il Vecchio e Attila.
E dai tempi di Dante a oggi, infiniti altri nomi potrebbero essere aggiunti alla lista dei condannati al Settimo Cerchio.

Penso non solo ai tristemente noti tiranni sanguinari di cui parlano i libri di storia, ma anche - ricordando un recente intervento - a chi uccide degl'innocenti non in quanto delinquente ma in veste di uomo di legge: un giudice che nonostante i ragionevoli dubbi sollevati in un processo condanna ugualmente a morte un imputato solo perchè il popolo che lo ha eletto a quell'ufficio pretende a tutti i costi un colpevole, non potrà che finire nel Flegetonte.

Così come ci finiranno i criminali che ammazzano di botte dei vecchi solo per rapinarli della loro misera pensione... o chi, sotto l'effetto di alcool e/o droghe, ammazza volontariamente qualcuno durante un alterco o causando incidenti stradali dalle conseguenze mortali per qualche innocente ma quasi mai per chi questi incidenti li provoca.
Per questa gentaglia un po' di sofferenza anche in questa vita, oltre che in quella eterna, sarebbe nel sentire comune alquanto più vicina al concetto di giustizia rispetto al farla stare in ozio per qualche anno nella cella di un carcere.
Spesso tuttavia non si arriva nemmeno a quello, perchè chi uccide sulle strade sotto effetto di alcool o droghe se la cava con solo alcuni mesi di sospensione della patente... e se è zingaro con la pena accessoria che consiste nella spedizione punitiva da parte dei cittadini inferociti che vanno a distruggere e incendiare il campo in cui abita, colpendo tutta la comunità per punire uno solo dei suoi membri.
Se invece l'assassino drogato e/o ubriaco al volante è un italiano, soprattutto se ha anche una bella e costosa macchina, nessuno sentirà il bisogno di distruggere la casa a lui e ai suoi vicini abbattendo un intero isolato (come capita agli zingari) e con un buon avvocato la passerà sostanzialmente liscia... in attesa di essere immerso nel Flegetonte.


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