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domenica 15 gennaio 2012

I cinesi non muoiono mai?

Ma dove finiscono i cinesi, quando muoiono? 
Possibile che non si veda mai un funerale cinese e in nessun cimitero si veda mai un loculo con dentro un cinese?

Ogni tanto questa sciocchezza / leggenda metropolitana riaffiora nelle chiacchiere da bar o sui quotidiani, su questi ultimi soprattutto nei periodi di "stanca" estivi quando i giornali meno seri e più razzisti faticano a riempire le pagine e qualcosa devono pur scrivere; è in questi casi che torna utile vellicare la xenofobia dei loro lettori abborracciando con i luoghi comuni più diffusi storie assai poco credibili e ancor meno ragionevoli, il cui unico scopo è alimentare la diffidenza verso la comunità cinese.

In Italia si vedono assai raramente - se non mai - anche funerali di cittadini americani, svizzeri, lussemburghesi, senegalesi, cubani, sanmarinesi, finlandesi, abkhazi, messicani, monegaschi, libici, neozelandesi, thailandesi, ciprioti, giapponesi, romeni, tedeschi, hawaiani, maltesi, capoverdiani, canadesi, brasiliani, ruandesi o di persone provenienti da qualsiasi altro Paese.
Eppure a nessuno viene mai in mente di chiedersi come mai nei cimiteri dello Stivale non si vedano se non eccezionalmente tombe di defunti di queste nazionalità: ci s'interroga sempre e soltanto sulla sorte post-mortem dei cinesi. Non è curioso?!?
Come mai tanti italiani perdono sonno, senno e ragione per l'ansia di sapere che fine facciano i cinesi trapassati mentre dei defunti di tutte le altre nazionalità non cale nulla a nessuno?!?

Così come quando un italiano muore all'estero la famiglia non si sogna certo di farlo seppellire in loco ma organizza la traslazione del feretro in Italia e nella città di origine, affinchè parenti e amici possano tributargli l'estremo saluto e fargli un funerale adeguato, averlo vicino e fargli visita al cimitero, altrettanto fanno gli stranieri di ogni nazionalità con i parenti che muoiono in Italia: le famiglie li fanno riportare nei loro Paesi di origine per dar loro l'esequie secondo le tradizioni e dar loro sepoltura vicino ai loro cari.
Perchè mai una persona - italiana o straniera - che muore lontano dal suo Paese dovrebbe essere abbandonata dalla famiglia in un cimitero a migliaia di chilometri o a diverse ore di aereo dai suoi affetti, senza nessuno a prendersi cura della tomba e tenerla in condizioni dignitose? E' davvero così incredibile che chiunque, cinesi inclusi, voglia seppellire un proprio caro nel suo luogo di origine e dove vive la sua famiglia?

I cinesi presenti in Italia sono nella quasi totalità piuttosto giovani: quando sono avanti con gli anni - o quando la loro salute comincia a diventare precaria - tornano in Cina nei luoghi natii per trascorrervi serenamente gli ultimi anni di vita, morire nella propria terra (con cui i cinesi hanno un legame fortissimo) e avere un funerale tradizionale fatto di cerimonie lunghe e complesse che si ripetono da millenni a cui nessun cinese, se solo ne ha la possibilità, vuole rinunciare.
Nonostante l'ovvietà di queste considerazioni, di quando in quando tocca leggere o sentire l'oligofrenico di turno che si chiede se anche i cinesi muoiano e che fine facciano i loro cadaveri. A me è capitato proprio ieri mattina, al bar, ascoltando il dialogo di due persone che facevano colazione a due metri da me.

Le "ipotesi" che quei due facevano rispecchiavano il più sciocco qualunquismo e i luoghi comuni più granguignoleschi, perpetuando leggende metropolitane assai poco fantasiose ma estremamente stupide nonchè irrealistiche, come il cannibalismo, lo squartamento e la spedizione delle salme in valigie o i container pieni di cadaveri spediti in Cina di cui parla una persona per altri versi molto autorevole e intelligente (ma in questo caso assolutamente no) come Roberto Saviano nel suo famosissimo libro "Gomorra".
La sua credibilità, guadagnata opponendosi apertamente alla camorra (e per ciò rischiando concretamente la vita), trae in inganno la buona fede di numerosissime persone che giustamente lo ammirano ma che, dimostrando assai poco senso critico e insospettati picchi di dabbenaggine, prendono per oro colato qualsiasi cosa egli scriva, anche le cose palesemente inventate e assolutamente fuori dal mondo come la castroneria della pioggia di cadaveri cinesi dal container che per un incidente si apre nel porto di Napoli e dei camalli napoletani che li ributtano dentro, richiudono il container e mettono a tacere l'accaduto, con un'omertà più assoluta di quella che riservano alla camorra.

Ma ve l'immaginate che puzza fa un corpo squartato in una valigia o un container pieno di cadaveri in decomposizione durante un viaggio in nave mercantile che dura parecchi giorni?!?
Qualcuno è così ingenuo (per usare un eufemismo, visto che l'aggettivo adatto sarebbe ben altro...) da pensare che la Capitaneria di Porto di Napoli e di qualsiasi scalo marittimo al mondo, per non parlare dei comandanti e degli equipaggi delle navi cargo, non farebbero aprire e ispezionare un container da cui si sprigiona un tanfo di carne in decomposizione talmente imponente da levare il fiato già a 100 metri di distanza? O che i cani della Finanza negli scali aeroportuali non fiuterebbero un corpo fatto a pezzi nascosto in una valigia?
Suvvia, si faccia lo sforzo di accendere il cervello e si usi un minimo di buon senso!

Se questo episodio narrato da Saviano fosse veramente accaduto, vi pare possibile o anche solo pensabile che si sia riusciti a mettere tutto a tacere senza che Bruno Vespa abbia potuto farci almeno dieci puntate di "Porta a Porta" (con tanto di plastico del porto partenopeo) e senza che il trio Maurizio Belpietro, Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri abbiano potuto farci almeno un mese o due di prime pagine?!?
Se si vogliono perpetuare le leggende metropolitane o dare credito a narrazioni surreali degne più di un film di Romero che di uno scrittore dall'impegno civile ammirevole è un altro discorso, ma è bene tenere a mente che il pregiudizio, il razzismo, la malafede, la diffidenza, la malevolenza e, soprattutto, il sonno profondissimo della ragione non possono in nessuna maniera generare alcunchè di buono.

Chi preferisce informarsi e conoscere meglio la comunità cinese in Italia, anzichè offendere la sua propria intelligenza dando credito a sciocchezze e stupidaggini propalate da chi ha interesse ad alimentare la diffidenza reciproca e ad alzare muraglie fra italiani e cinesi, può visitare il portale "Associna" (link), davvero ben fatto e ricchissimo di notizie, non di frottole...

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